Stai per lanciare un’app? Ecco 5 aspetti da non dimenticare

Galeotto fu quel report. Pensavi che la presenza digitale della tua azienda fosse fatta e finita, che avere un sito e una pagina Facebook fosse sufficiente. Invece eccolo lì, il guru digitale di turno, che dalle pagine di un .pdf zeppo di tabelle e istogrammi ti mette in guardia: il 60% delle aziende italiane ha già in atto processi di Mobile Transformation (Osservatorio Mobile B2C Strategy, 2017).

Preso dal panico, dopo un giro di riunioni, qualche chiamata al nipote nerd, e decine di ricerche online, ti decidi: è tempo di lanciare un’app.

Questa mini-guida è pensata per te, per frenare la tua fretta e per evitare di ritrovarti prematuramente nell’angolino più remoto dell'App Store. Ecco 5 aspetti a cui badare per evitare di finire nella classifica delle peggiori app mai realizzate.

1. Pensa prima alle funzionalità «core» - L’86% degli utenti disinstalla le app a causa delle basse performance (Experience Dynamics, 2015). Se la tua app è debole nei pochi driver fondamentali in grado di dare valore all’utente, il resto della UX non basterà per trattenere gli utenti.

2. Struttura un onboarding efficiente – L’onboarding consiste nelle strategie che metterai in campo per fare in modo che gli utenti inizino ad utilizzare la tua app. Descrivi chiaramente i vantaggi legati all’utilizzo, riduci al mimimo lo sforzo necessario per la registrazione e, se la tua app è particolarmente complessa, metti in pista un tutorial semplice e ingaggiante: abbasserai i tassi di abbandono e aumenterai lo user lifetime value.

3. Segui la regola “one screen, one concept” – Pensa all’utilizzo che tu stesso hai delle app. Le apri quando sei in metropolitana, mentre cammini, mentre compi una miriade di altre attività. Struttura la tua app in modo semplice, dove ad ogni schermata corrisponde un concetto unico e chiaro, senza sovraccaricare di informazioni l’utente.

4. Limita l’input necessario all’utente – Per la stessa ragione di cui sopra, limita la quantità di informazioni che l’utente deve mettersi ad inserire. Struttura i flussi in modo tale che l’utente possa navigare l’app senza stress.

5. Pensa ai gesti tipici del mobile – Se è vero che il pollice è diventato il nostro nuovo telecomando, allora ad un gesto preciso deve corrispondere un risultato preciso (proprio come in un telecomando, ma dai!): per esempio, se nella tua app compiere uno swipe produce il passaggio da una schermata all’altra, assicurati che tale azione produca lo stesso effetto anche in altri punti dell’app.


Ora siamo curiosi. Dicci la verità, quali tra questi aspetti ti avrebbero preso in contropiede?


*. Consiglio Bonus – Non te lo aspettavi, vero? Eccoti un ultimo consiglio, che soprannomineremo “consiglio della nonna”: sii prudente, non avere fretta e non avere paura di fare un controllo in più sul risultato finale.


Si sa, i consigli della nonna, da sempre, sono i più importanti.