Il web design a supporto della Brand Awareness

Capita spesso, lavorando nel web, di porre al cliente la fatidica domanda: “ma davvero hai bisogno di un sito?”.

Questo perché non sempre è quella la via giusta da percorrere; vuoi per un budget limitato, vuoi per un target estremamente difficile e magari poco tecnologico, vuoi per mille altri "X" motivi. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, senza ombra di dubbio, la presenza sui motori di ricerca è necessaria e non solo per chi vende prodotti direttamente sul web.

Quest’ultima è ovviamente una buona motivazione, visti i trend degli ultimi anni e la fiducia crescente negli acquisti online; tuttavia esistono siti di diverso tipo, che forniscono un vantaggio a lungo termine sui competitors e che permettono all’azienda di emergere e di fidelizzare più clienti senza il bisogno di vendite.

Sto parlando, ad esempio, dei più classici siti “vetrina” che testimoniano nel modo più semplice e diretto la presenza su internet dell’azienda. Lo scopo principale di questi è spiegare il più dettagliatamente possibile la filosofia aziendale, il metodo di lavoro ed eventualmente il prodotto finale (o servizio) offerto. Ovviamente saranno presenti anche informazioni importanti quali i contatti e le indicazioni stradali, e in linea di massima pagine standard quali “chi siamo” e “news”.

Ma a cosa serve tutto questo, vi starete chiedendo?

Beh la risposta è molto semplice: Brand Awareness.

No, non è l’ennesimo termine hipster coniato nell’ultimo decennio. È un concetto ben noto e consolidato nel marketing più classico che rappresenta molto semplicemente la “notorietà di marca”, ossia quanto questa è famosa e riconoscibile dalla gente.

Questo fattore è estremamente importante per far sì che quando qualcuno pensa ad un determinato servizio, pensi immediatamente al tuo brand

forse perché in passato ha fatto un’esperienza positiva usufruendo di esso o molto semplicemente perché tutti ne parlano, in particolar modo i media (ripetitività pubblicitaria).

A prescindere da questo però, il cliente prima di esser tale è un banale utente, che deve esser messo in contatto col marchio con tutti i mezzi a nostra disposizione: è il primissimo step dell’Awareness. E qui ritorna con forza il nostro sito e la presenza online, che insisto, può essere un punto di svolta decisivo sia per le realtà in crisi che per quelle in crescita

Ci sono chiaramente degli step intermedi tra la scarsa conoscenza di un marchio e la totale fidelizzazione del cliente, ma è bene sapere che tutto inizia qui, dal primo contatto, attraverso il quale comunque si può raggiungere un certo grado di fiducia e magari anche una prima conversione (una mail, una chiamata, o addirittura un ordine).

E se non siete abbastanza “social” (e comunque spesso questo non basta), l’unica via che vi resta da percorrere è quella di un sito web fatto come si deve.